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Copyleft Festival 2009: incontri all’insegna della libertà

Posted by Hackgeek | Posted in Eventi, Open Source | Posted on 14-09-2009

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Venerdi 11 Settembre 2009…Copyleft festival 2009…giornata all’insegna dell’ Open Source.

copyleft-festival

ORE 15.45: Arrivo ad Arezzo, senza sapere bene dove si svolgerà il workshop a cui voglio partecipare intitolato: “Software liberi nella quotidianeità” e “Dati Geografici Liberi”.

ORE 16.15: Dopo alcuni giri di ricognizione trovo il luogo dove si svolgerà l’incontro. Orario previsto per l’inizio del Workshop ore 17.00. C’è tempo per una birretta e per scambiare due parole con gli organizzatori dell’evento.

ORE 17.15: Si schierano sul palco i relatori del Workshop:

Vincenzo D’Andrea: professore dell’Università degli studi di Trento.

Paolo Cavallini: associazione Gfoss.

Emiliano Cecchini: assessore all’innovazione tecnologica del comune di Arezzo.

Gianfranco Cutini: imprenditore Byte Elaborazioni.

Inzia il workshop Marco Gallorini con una premessa riguardo alla 3° edizione del Copyleft Festival ed esponendo in anteprima le novità di quest’anno.

Passa la parola a Emiliano Cecchini che espone la novità introdotta riguardo il wifi nel centro di Arezzo. In pratica è stato creato un software Open Source che gestisce la fornitura di password all’utente che desidera navigare liberamente in alcune zone del centro di Arezzo. Il sistema è semplice: l’utente deve inviare un sms al numero 345-3132056 e immediatamente riceverà un messaggio di benvenuto con la password per accedere alla rete wifi gratuitamente.

L’obiettivo primario di questa iniziativa è quello di attenuare il Digital Divide e permettere un miglioramento della vita cittadina anche da parte dei turisti che in questo modo potranno connettersi facilmente senza recarsi presso nessuno sportello o ufficio.

Questo sistema è sicuro?

Certo, in quanto il numero di cellulare dal quale viene inviato l’sms è associato ad un contratto della SIM e quindi ad una persona fisica ed al suo documento d’identità.

Dopo questa breve introduzione passa in rassegna il problema del software proprietario all’interno della Pubbliche Amministrazioni, spiegandone la pericolosità. Nel software proprietario, infatti, non abbiamo accesso al codice sorgente e quindi non abbiamo il pieno controllo della macchina.

Cosa possiamo fare?

Introdurre gradualmente nelle pubbliche amministrazioni il software libero iniziando con la sostituzione del Browser con programmi come Mozilla Firefox per poi passare alla sostituzione del pacchetto Office con programmi liberi come OpenOffice e infine sostituire il sistema operativo con Linux.

Il Comune di Arezzo sta lentamente migrando verso il software libero e sta costruendo dei progetti per valorizzare i luoghi di maggiori interesse grazie alla nuova tecnologia per la connessione gratuita nel centro della città.

Passa la parola a Paolo Cavallini.

Esprime subito un concetto fondamentale:

SOFTWARE LIBERO = LIBERTA’

Spiega che per le pubbliche amministrazioni dovrebbe essere d’obbligo l’uso del software libero. I cittadini, infatti, forniscono i propri dati che vengono inseriti in macchine di cui non conosciamo a fondo il funzionamento: Assurdo!

Inoltre, il Software Libero valorizza le competenze locali tramite assunzioni e collaborazioni con personale qualificato del posto, senza dover richiedere assistenza alle aziende “monopoliste del Software”.

Cavallini, inoltre puntualizza che il software libero è DIVERTENTE e si ha il pieno controllo del Pc. Le pubbliche amministrazioni dovrebbero aiutare l’espansione del Software libero e attenuare così il Digital Divide.

Passa la parola a Vincenzo D’Andrea.

Inizia il suo intervento esponendo la problematica dei Formati dicendo che è inammissibile che una pubblica amministrazione imponga l’uso di software proprietario per accedere e compilare la modulistica per l’accesso a bandi e concorsi.

Ormai questi formati sono diventati uno standard di fatto e non permettono ai cittadini di utilizzare il software che preferiscono. Il software libero non è per tecnici, ormai la situazione è cambiata rispetto a 10 anni fa.

Oggi, tutti hanno la possibilità di utilizzare software libero, basta guardare per esempio il grande successo che sta ottenendo la distribuzione UBUNTU.

Ubuntu ha basato il suo successo sulla facilità di utilizzo da parte dell’utente. Così facendo la transizione da un sistema proprietario a uno libero non risulta difficoltosa, anche ai meno esperti di tecnologia.

Tutti gli utenti dovrebbero capire l’importanza di utilizzare Software Libero.

Chiude il suo intervento con una domanda: “Perchè le associazioni “no-profit” non fanno uso di software “no-profit”?”

Prende la parola Gianfranco Cutini che risponde alla domanda: “Si può fare Business con il Software Libero?”

Cutini risponde spiegando che le aziende utilizzatrici si fidano dei fornitori e molte volte risulta difficile il passaggio verso il software libero. Inoltre le piccole aziende trovano maggiori difficoltà in quanto, avendo budget ristretti, molte volte non possono permettersi personale specializzato al loro interno.

Secondo Cutini si può fare Business con il Software Libero, in quanto può essere tranquillamente utilizzato per Firewall, Proxy e servermail da personalizzare in base alle esigenze dell’utente.

Risulta però difficile imporre sistemi operativi liberi alle aziende in quanto, devono sopperire alle necessità dei loro clienti, molti dei quali utilizzano sistemi operativi proprietari.

Riprende la parola Cavallini facendo una breve introduzione al software libero in ambito geografico. Un esempio è Gfoss.

I software che gestiscono i dati geografici, solitamente costano migliaia di euro, quindi, utilizzare software liberi permette un elevato taglio dei costi e le spese sarebbero solo quelle necessarie alla formazione del personale impiegato.

Cecchini conclude il Workshop dicendo che il Copyleft Festival dovrebbe aiutarci a diventare Liberi!

La prima giornata di mio interesse si è conclusa, domani torno al Copyleft per assistere al workshop: “Web, Libertà digitale e Informazione”.

Sabato 12 Settembre 2009.

Dopo un piccolo ritardo che mi ha permesso di seguire un altro workshop che si è rivalato di notevole interesse: “Quasi quasi mi Sbattezzo“, salgono sul palco i relatori che stavo attendendo:

Alessandro Bottoni: consulente informatico, candidato alle europee a fianco del software libero.

Riccardo Orioles: famoso giornalista.

Alex Carraturo: presidente della Free Software User Group Italia.

Prende la parola Bottoni, che illustra come ormai internet è diventato il principale mezzo di comunicazione. Questo si può vedere ogni giorno, nel sempre più interesse da parte del potere a controllare la rete.

Inoltre fa una breve spiegazione di cosa sia il Partito Pirata Italiano e come in paesi come la Svezia questo ideale sia presente anche in parlamento con un partito che ha ricevuto il 7%.

Prende la parola Orioles.

Spiega che in Italia il potere di gestire l’informazione è sempre stato in mano a potenti famiglie. Fa una panoramica dettagliata con nomi e testate giornaliste e conclude dicendo che la tecnologia aiuta a far nascere il vero giornalista e diffondere notizie veritiere. Inoltre illustra la sua esperienza con il software libero spiegando che utilizza quotidianamente software Open .

Riprende la parola Bottoni introducendo l’argomento dell’ Autoproduzione. Questo evento sta creando grandi preoccupazioni da parte delle maggiori major. Al giorno d’oggi chiunque può competere con i grandi prodottori di informazione, e può vendere o fornire gratuitamente all’utente finale prodotti digitali. I consumatori diventano in questo caso anche prodotturi di informazione.

Breve intervento di Carraturo: “Di chi è il software che sta dietro Internet?” “A chi appartiene questo strumento?”

Fa un breve esempio. Quando acquisti software windows Microsoft, paghi ma non sei libero di farci quello che vuoi in quanto si accettano delle licenze di utilizzo che a volte impongono termini assurdi come per esempio nella licenza di Frontpage, che una volta accettata obbliga l’utente a non parlare mai male della società Microsoft…

Anche molti servizi come Youtube e Facebook vengono pesantemente censurati, quindi per fare informazione libera servono anche canali liberi.

Conclude in workshop Bottoni che illustra cos’è e come si comporta il Partito Pirata Italiano: è un’ associazione che ha lo scopo di ricordare politicamente che esiste anche la pirateria e non solo l’antipirateria. Questa associazione è slegata dal mondo politico ufficialmente. Lo scopo dell’associazione è quello di far capire che il copyright è ormai obsoleto e si dovrebbe cercare di tutelare il produttore ma anche il consumatore, permettendogli di fruire dei prodotti che ha acquistato in totale libertà.

Devo dire che questi due giorni sono stati molto interessanti e posso solo dare un voto favorevole al Copyleft Festival Arezzo. Spero che questo evento abbia un seguito e riesca in qualche modo a sensibilizzare la gente e le pubbliche amministrazioni.

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